Cecilia Ravera Oneto  pittore
 
Camogli 03 gennaio 1918 Genova 27 ottobre 2002
Alcune delle iniziative pubbliche e citazioni stampa  riguardanti l'artista dopo la sua scomparsa
 
L’Istituto dell’Accademia Ligustica di Belle Arti di Genova e gli Amici dell’Accademia Ligustica di Belle Arti in collaborazione con gli eredi della pittrice Cecilia Ravera Oneto (1918 –2002), assegneranno il Premio, consistente in una borsa di studio del valore di 2000 euro, al giovane allievo o allieva che avrà saputo dimostrare particolare freschezza d’invenzione e originalità in una propria opera pittorica, valutata da un’apposita commissione 
 
 
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Seconda edizione del Premio Ravera Oneto
Nuove acquisizioni:Cecilia Ravera Oneto(Camogli, Genova, 1918 – Genova 2002)Cementeria Tecnologia e vecchi paesaggi  
La collezione dei dipinti dell’Accademia rappresenta, come scrisse Giovanni Testori nel 1980, “della pittura ligure un sunto pressoché completo”. Oltre ad un importante nucleo di opere del XIII e XV secolo (tra le quali i dipinti su tavola di Francesco d’Oberto, Nicolò da Voltri, Donato de Bardi, Nicolò Corso, Manfredino Bosilio, Antonio Semino la pinacoteca ospita importanti dipinti di Perin del Vaga e di Luca Cambiaso. Tra questi ultimi spicca il Cristo davanti a Caifa, definito "il più grande notturno del Cinquecento in Italia", proveniente dalla collezione romana di Vincenzo Giustiniani. Un consistente nucleo è costituito dalle opere del Sei e Settecento genovese con opere di Bernardo Strozzi, Giovanni Battista Paggi, Luciano Borzone, Andrea Ansaldo, Domenico Fiasella, Gioacchino Assereto, Gio. Andrea De Ferrari, Giovanni Benedetto Castiglione, Sinibaldo Scorza, Orazio De Ferrari, Valerio Castello e Domenico Piola. Due dipinti di Anton Raphael Mengs - una copia su tavola della raffaellesca Madonna della seggiola e un Autoritratto – attestano i contatti della cultura locale con uno dei più eminenti rappresentanti della cultura neoclassica. Numerose piccole tele di soggetto mitologico documentano, inoltre, la produzione di artisti locali di ambito accademico nella seconda metà del XVIII secolo. L’Ottocento è rappresentato da opere di primaria importanza nel paesaggismo italiano, con dipinti di Giberto Borromeo Arese, Tammar Luxoro, Ernesto Rayper, Alfredo D’Andrade, Serafin Avendano, Luigi Bechi, Serafino De Tivoli, Giuseppe Abbati, Vincenzo Cabianca, Domenico Morelli. Alle opere della “Quadreria” storica che si arrestava alla fine del XIX secolo, si sono aggiunti nel 2000 numerosi dipinti pervenuti al Museo dell’Accademia con il lascito testamentario della collezionista genovese Valeria Rosini Oberti. Il corpus di opere annovera tra gli altri capolavori di artisti attivi nella prima metà del XX secolo quali Plinio Nomellini, Rubaldo Merello, Giuseppe Cominetti, Giuseppe Sacheri, Andrea Figari, Antonio Discovolo, Oscar Saccorotti, Eso Peluzzi e altri autori tra i maggiori protagonisti della storia della pittura a Genova negli anni in cui la città fu un importante crocevia per la cultura artistica e letteraria.  Le ultime donazioni, un dipinto di Plinio Nomellini, una piccola tela di Aldo Bosco, due paesaggi di Cecilia Ravera Oneto e un’opera di Plinio Mesciulam, completano il percorso cronologico.  Le opere più importanti della collezione sono esposte al pubblico, le altre sono conservate nei depositi del Museo e sono visibili su richiesta degli studiosi. 
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Donazione e prima edizione del Premio
 
Dal giorno : 28 Ottobre 2005 Al giorno  30 Ottobre 2005 
Tuttantico dedicato al tema del viaggio 
La ventunesima edizione di Tuttantico, allestita alla Fiera 
di Genova, è dedicata all’antiquariato. 
Settanta gli espositori provenienti da tutta Italia. 
Un’attenzione speciale è riservata al tema del viaggio: in vetrina bauli, valige e cappelliere valige e cappelliere “fin de siècle” e del primo Novecento provenienti dalla Francia, dalla Germania e dagli Stati Uniti. Dall’oriente arrivano i mobili etnici di manifattura cinese, afgana e pakistana e gli arredi da 
iardino.  Al padiglione D si svolge “Una vita per l’arte”, omaggio retrospettivo 
alla camogliese Cecilia Ravera Oneto, scomparsa nel 2002, al termine di un 
viaggio artistico nelle atmosfere della Liguria. 
 
AL VIA LA VENTUNESIMA EDIZIONE DI TUTTANTICO  
GENOVA. 28 OTT. Si apre oggi la ventunesima edizione di TUTTANTICO, fino a domenica 30 ottobre, mostra dedicato al brocantage e all'antiquariato per tutti. Settanta gli espositori provenienti da tutta Italia, con una fortissima presenza ligure, piemontese, lombarda e veneta. Una rassegna da visitare con occhio attento sia per la vasta offerta di arredi - da interno e da giardino oltre a stampe, gioielli, tappeti, argenti e oggetti da collezione - sia per le curiosità stimolanti che davvero non mancano. Un'attenzione speciale è stata riservata al tema del viaggio: bauli, valige e cappelliere valige e cappelliere fin de siècle e del primo Novecento provenienti dalla Francia, dalla Germania e dagli Stati Uniti. Dall'oriente lontano e vicino arrivano i mobili etnici di manifattura cinese, afgana e pakistana e gli arredi da giardino. NIl padiglione D c'è anche il palcoscenico de Una vita per l'arte la retrospettiva dedicata a Cecilia Ravera Oneto. Il suo percorso artistico , un viaggio nelle atmosfere e nelle realta' della Liguria, attraverso un espressionismo fatto di luci e colori. Un'artista complessa, dotata di straordinaria vitalità che esplora con grande curiosità le tematiche più diverse partendo negli anni '50 con paesaggi fatti di ulivi, ginestre e scogliere per passare a paesaggi industriali e laboratori scientifici. Le venti opere in mostra a Tuttantico risalgono agli anni '40 . 60, anni in cui l'artista è ancora molto legata agli studi accademici di tipo post  impressionista effettuati a Torino.  
 
 
17.05.2006 A Imperia, nelle sale di Villa Faravelli, una mostra ordinata da Franco Ragazzi – in collaborazione con la Nuova Promotrice di Belle Arti - che indaga la presenza dell'olivo nella vicenda artistica italiana fra ‘800 e ‘900 
L'arte racconta l'olivo  
Imperia: a Villa Faravelli una mostra sull’albero della pace. Da fine Ottocento ad oggi, dipinti e disegni di una pianta simbolo del paesaggio, della cultura e della storia ligure  
Il ramoscello d’olivo nel becco di una bianca colomba: il più antico tra i moderni emblemi della pace è stato disegnato da Pablo Picasso nel 1947. L’olivo è stato dipinto anche da Monet e da Van Gogh, e in Liguria viene ricordato soprattutto per la splendida rappresentazione che ne hanno dato pittori come Plinio Nomellini, Rubaldo Merello, Oscar Saccorotti e per le interpretazioni, offerte da diversi artisti contemporanei, da Birolli a Morlotti. A “L’olivo nell’arte” (Simboli, paesaggi e visioni da Barabino a Morlotti) è dedicata una significativa mostra a Imperia: la ospitano i locali, restaurati un anno fa, di Villa Faravelli, dove già è stata accolta una splendida esposizione dei quadri capovolti di Baselitz, intitolata “Attori a rovescio”, e rimarrà aperta al pubblico fino al 17 settembre, dal giovedì alla domenica, orario 16-19, in luglio e agosto anche dalle 21 alle 23 al venerdì e sabato. Sono presenti un centinaio di opere, tra dipinti e sculture, su paesaggi, simboli e visioni intorno al pianeta di questa antichissima pianta, una presenza costante e importante nel territorio del ponente ligure. Promossa dal Comune con la collaborazione della Nuova Promotrice per le Belle Arti della Liguria e con il sostegno della Fondazione Carige e della Fratelli Carli, l’esposizione propone opere che testimoniano la presenza della pianta dell’olivo nelle espressioni artistiche. «L’olivo è simbolo, pietà e poesia, ma anche fatica, pesante lavoro del contadino per giungere a un buon raccolto e ad un olio pregiato - spiega Franco Ragazzi, curatore della mostra - E il percorso affrontato attraverso i dipinti presenti a Villa Faravelli si snoda dalla fine dell’Ottocento agli autori di oggi, appunto con una particolare attenzione al panorama artistico della Liguria». Un evento di grande spessore culturale. «Gli olivi, lentissimi a crescere, tardissimi a dare» sono una componente fondamentale dell’Imperiese. Hanno inciso sul paesaggio, sulla storia, sulla cultura, sulle tradizioni e sull’economia della città e della provincia (sei milioni di piante all’inizio del Novecento, scesi ora a meno di un terzo) e ad essi molti poeti e scrittori liguri, da Giovanni Boine a Camillo Sbarbaro, da Angiolo Silvo Novaro al fratello Mario, da Italo Calvino a Francesco Biamonti hanno dedicato versi e importanti pagine letterarie. «E questo - spiegano il sindaco Luigi Sappa e Claudio Baudena, assessore alla Cultura di Imperia - un modo di rendere doveroso omaggio a tali piante secolari in una connotazione particolare, come oggetto e soggetto di interpretazione artistica ad ampio raggio. L’olivo è inteso e interpretato dagli artisti nelle sue diverse declinazioni. È il protagonista indiscusso di molta pittura di paesaggio, ma raggiunge anche una straordinaria valenza simbolica, immaginativa e visionaria anche nei lavori di artisti non figurativi, così come offre spunto e sostanza a immagini allegoriche e a rappresentazioni del lavoro contadino e industriale ». Tanti sono gli esempi che sgorgano dalla visione delle opere di Villa Faravelli, un centinaio tra pitture e sculture che è stato possibile esporre qui grazie alla collaborazione con musei e con collezionisti pubblici e privati: c’è l’immagine devozionale della famosa “Madonna dell’Olivo”, dipinta da Nicolò Barabino nel 1887; c’è il ramoscello d’ulivo di Picasso, ripreso da Aurelio Caminati; c’è l’attività agricola della raccolta delle olive: la statua di Giuseppe Marzullo, i quadri di Pompo Mariani, Antonio Discovolo, Cecilia Ravera Oneto, Giuseppe Balbo ed Emanuele Rambaldi. Non poteva mancare il collegamento con l’industria, illustrato dalle straordinarie opere Liberty di Plinio Novellini, realizzate per l’Almanacco Sasso, per loghi pubblicitari, per manifesti che saranno riprodotti con la stampa litografica, oppure dalle vetrate Dèco che il famoso grafico pubblicitario Silvio Talman disegnò per gli uffici della Fratelli Carli nel 1927-28 e che ora si trovano presso il Museo dell’Olivo di Oneglia. E ci sono anche opere di artisti contemporanei che, con diversità di linguaggi e modalità espressive, mantengono la presenza dell’olivo nel proprio universo creativo. La raccolta, come sottolinea Mario Moneta, presidente della Nuova Promotrice per le Belle Arti della Liguria, «certamente non è esaustiva ma, grazie all’impegno del dottor Ragazzi, è sicuramente accurata e qualificata, con la partecipazione dei maggiori protagonisti dell’arte ligure». È il caso di Oscar Saccorotti, il cui “Il cielo nella serra”, dove nei vetri si rispecchiano le fronde degli olivi, è stato scelto come immagine della mostra per manifesti e catalogo, o della sezione intitolata “I paesaggi della mente”, dove spiccano Birolli, Morlotti e Sirotti. Il primo, vissuto nelle Cinque Terre, «è autore di capolavori assoluti dell’informale », precisa Ragazzi; Morlotti, che si era stabilito a Bordighera, lascia vigorose testimonianze di luci e colori, scelte anche da Biamonti per la copertina del libro “Vento largo”; e Sirotti in “Ombra degli ulivi” esprime una pittura evocatrice di sottili emozioni e in cui la luce è protagonista. A “L’olivo nell’arte” è dedicato anche un catalogo ricco di illustrazioni e con interventi di Morena, del sindaco Sappa, dell’assessore Baudena e del curatore Ragazzi. Il volume è stato pubblicato da De Ferrari Editore di Genova.  
STEFANO DELFINO
Genova - dal 24 gennaio al 7 febbraio 2006  
L'oggetto del desiderio  
LOGGIA DELLA MERCANZIA prima mostra indipendente organizzata dai giovani allievi 
S'intitola "L'oggetto del desiderio" e saràla prima mostra indipendente organizzata a Genova dagli studentidell'Accademia Ligustica delle Belle Arti. Nella Loggia di PiazzaBanchi, antica sede della Borsa cittadina, sarà possibile ammirare,dal 24 gennaio al 7 febbraio, 80 opere, di cui 46 in catalogo, chespaziano fra forme espressive eterogenee: dalla pittura alla scultura,dalla fotografia all'incisione.Obiettivo della mostra, il cui titolo non si limita a connotare il filrouge che accomuna gli elaborati esposti, ma allude anche al propositodell'iniziativa di porsi anzitutto come forte stimolo per glistudenti, è quello di aprirsi ad un confronto diretto con il pubblico,mettendo a nudo le proprie capacità senza trincerare le inevitabiliincertezze legate al proprio operato dietro la maggiore protezionegarantita da eventi di carattere istituzionale. Un aspetto, questo,rilevato in primo luogo da Raimondo Sirotti, Direttore dell'Accademia,che ha commentato:<<L'idea degli studenti dell'Accademia di promuovereautonomamente una mostra dei loro lavori ,è un'idea rischiosa equindi, in qualche modo coraggiosa.>>.Non solo: esprimendosi riguardoall'iniziativa, Sirotti ha tenuto anche a porre l'accento sul ruolocostruttivo dell'autocritica nella creazione artistica :<<Leincertezze sul proprio fare – ha affermato- sono un alimentoproduttivo anche avanti negli anni, uno stimolo a guardarsi intornosenza che venga mai meno la curiosità sugli accadimenti artistici enon.>>Non a caso, dunque, i lavori esposti costituiscono il frutto di unasevera selezione operata in una prima fase, oltre che da RaimondoSirotti e da Roberta Ferrarese, docente di Pittura, dagli studentistessi; quindi, da una speciale commissione artistica composta da notigalleristi ed artisti locali, chiamati a valutarne il valore e lepotenzialità sulla base della loro conoscenza delle tendenzecontemporanee: Chico Schoen, Germano Beringheli, Ivana Folle, NinoBernocco, Mario Torre, Francesco Arena, Sandro Ricaldone, AmbraGaudenzi, Maria Rosa Mangini.I proventi saranno devoluti al Museo dell'Accademia affinché lidestini a manifestazioni nei propri locali per la valorizzazione dellacultura ed il rapporto con i giovani, come già avvenuto, nel maggioscorso, con all'istituzione del Premio Cecilia Ravera Oneto, rivolto ad allieve particolarmente meritevoli.  
 
 
Un'opera di Cecilia Ravera Oneto pubblicata dalla rivista olandese GEODATA 
nel numero 4 del 2007
 
La siderurgia in Liguria  
Nel gennaio 1969 Mario Marchesi, uno dei più stretti collaboratori di Sinigaglia, poteva affermare che l'esempio della Cornigliano aveva esercitato "una fondamentale funzione di rottura... nel mondo dell'acciaio italiano"; senza di essa infatti "la siderurgia nazionale non avrebbe assunta quella forza propulsiva che ne ha fatto l'elemento motore della moderna industria italiana". Tuttavia, il tentativo di razionalizzare l'intera siderurgia pubblica che Marchesi intraprese con la fondazione dell'Italsider nel 1961 fu bloccato e la siderurgia pubblica, risentì della graduale politicizzazione dell'industria pubblica che staccò l'impresa dal mercato.
26/10/2005 Genova: Technofolies e Tuttoantico.
Domani, giovedì 27 ottobre alle ore 10 sarà inaugurata Technofolies, evento fieristico internazionale per l’industria del divertimento, alla presenza dell’on. Nicola Bono, Sottosegretario ai Beni e alle Attività Culturali e di Franco Gattorno, presidente di Fiera di Genova Spa. Per maggiori info, comunicato stampa originale (formato .eml con allegati .doc, zippato).Domani si apre anche la ventunesima edizione di Tuttantico, per un lungo finesettimana – fino a domenica 30 ottobre - dedicato al brocantage e all’antiquariato per tutti. Settanta gli espositori provenienti da tutta Italia, con una fortissima presenza ligure, piemontese, lombarda e veneta. Saranno esposti arredi - da interno e da giardino - stampe, gioielli, tappeti, argenti e oggetti da collezione. Un’attenzione speciale è stata riservata al tema del viaggio: bauli, valige e cappelliere valige e cappelliere "fin de siècle" e del primo Novecento provenienti dalla Francia, dalla Germania e dagli Stati Uniti. Dall’oriente lontano e vicino arrivano i mobili etnici di manifattura cinese, afgana e pakistana e gli arredi da giardino. Il padiglione D è anche il palcoscenico de "Una vita per l’arte" la retrospettiva dedicata a Cecilia Ravera Oneto. Scomparsa nel 2002, Cecilia Ravera Oneto, nata a Camogli nel 1918, entrò giovanissima nel mondo dell’arte, nei primi anni ’30, ed ebbe la sua prima personale nel 1954. Il suo percorso artistico è un viaggio nelle atmosfere e nelle realtà della Liguria, attraverso un espressionismo fatto di luci e colori. Un’artista complessa, dotata di straordinaria vitalità che esplorò con grande curiosità le tematiche più diverse partendo negli anni ’50 con paesaggi fatti di ulivi, ginestre e scogliere per passare a paesaggi industriali e laboratori scientifici. Fu poi il porto di Genova con le sue gru, i container e le banchine a caratterizzare la sua pittura fino alla fine degli anni ’70 quando l’artista maturò la sua decisione di ritornare alla natura e arrivò a produrre tele di grande forza emozionale, trasferendo poi il suo interesse ai giardini e ai notturni di Liguria. Le venti opere in mostra a Tuttantico risalgono agli anni ’40 – ’60, anni in cui l’artista è ancora molto legata agli studi accademici di tipo post – impressionista effettuati a Torino. Un approccio più naturalistico ai temi che la renderanno famosa trasuda dalle tele esposte in fiera: ritratti di famiglia, autoritratti ma anche colline, fabbriche di San Quirico e archeologia industriale. La rassegna sarà aperta tutti i giorni dalle 10 alle 20. Il costo del biglietto è 6 Euro, 3 Euro il ridotto. Parcheggio in piazzale Kennedy.
(15 novembre 2007) 
Quadri e sedi, la caccia al tesoro Ds 
È scattato l'inventario nelle 53 sezioni genovesi: qualcuna verrà venduta, altre saranno affittate al Partito Democratico di Raffaele NiriLa caccia al tesoro è scattata, ufficialmente, ieri mattina. Alla fine, che si tratti veramente di un tesoro, non c´è dubbio: forse non sarà tale dal punto di vista economico, ma storicamente parlando non c´è dubbio. Sono i dipinti, le statuette, i bassorilievi, le serigrafie ma anche una valanga di oggetti "storici", conservati nelle 53 sezioni dei Ds: spesso dimenticate alle pareti, a volte finite negli scantinati, sono comunque opere d´arte che vanno inventariate e che fanno parte del patrimonio della costituenda "Fondazione Ds".Racconta Renato Penzo, storico tesoriere di Pci, Pds, Ds, da tanti anni uomo dei conti del partito e anima della "Fondazione Ds": «In tante città stanno nascendo le Fondazioni che hanno come scopo quello di diffondere e sostenere l´identità, il pensiero, la storia, la tradizione culturale e l´azione politica della sinistra italiana. Si tratta prima di tutto di inventariare le cose più preziose conservate nelle singole sezioni e non solo le opere d´arte. L´altro giorno, per esempio, i compagni di Campomorone mi hanno mostrato un vecchissimo ciclostile e una cassetta con i caratteri di stampa, che servivano per preparare i volantini subito dopo la guerra. E´ evidente che si tratta di materiale che ha fatto la nostra storia, che va conservato».La prima operazione è già scattata nella Federazione di piazza de Marini: ci sono due Caminati (uno, "L´uomo in rosso", ha anche un discreto valore economico, l´altro è "Testa di leone"), innumerevoli Mangini, un paio di Fieschi, serigrafie (ancora Mangini, Caminati, Fusi, Cecilia Ravera Oneto), bassorilievi donati in occasione della Festa nazionale dell´Unità del ‘78 (erano murati nell´antica sede di salita San Leonardo), tre dipinti di Oscar Saccorotti posti sotto tutela dalle Belle Arti. Non si tratta di un´operazione-nostalgia: è evidente che non tutte le sezioni ereditate dal vecchio Pci finiranno nel nuovo Partito Democratico, qualcuna verrà venduta, altre troveranno una diversa destinazione. «Ma almeno una sezione - racconta Penzo - sarebbe bello diventasse un luogo di studio, un punto di raccolta dei mille documenti che ora sono accatastati nelle vecchie sezioni». Per chi vuole scavare, c´è di tutto: la circolare mandata dalla Federazione di Reggio Emilia a tutte le sezioni del Pci d´Italia con l´elenco di partigiani e spie da rintracciare, le parole d´ordine "suggerite" da Palmiro Togliatti per il lavoro nelle singole sezioni, le indicazioni dei segretario della Federazione sul lavoro da svolgere per arruolare nuovi compagni.   Naturalmente esistono anche dei problemi di bilancio: se i documenti (ovviamente) non verranno venduti, almeno una parte dei quadri potrebbe finire a fare "cassa". Dipenderà molto dalle operazioni economiche che verranno effettuate sulle sezioni: quelle di proprietà sono 53, compresa la federazione di piazza de Marini sulla quale grava il residuo di un mutuo. Dipenderà dagli organismi dirigenti del nuovo Partito Democratico decidere dove aprire le sezioni, in quali zone, quando tenere aperte le (relativamente poche) sezioni della Margherita, quando utilizzare le antiche sedi del Pci, quando cercare soluzioni completamente nuove. Il valore complessivo delle 53 sezioni diessine genovesi, come Repubblica ha già scritto, è valutato attorno agli 8 milioni abbondanti di euro: qualcosa sarà messo sul mercato, il grosso resterà di proprietà della Fondazione Ds. Insieme ad una serie di cimeli assolutamente unici: raccolte complete di Rinascita, Noi Donne, Pioniere, Calendario del Popolo, valanghe di tessere del Pci, ma anche lo scontrino della prima "Settembrata" genovese: un solo giorno, il 15 settembre del 1946, ai Parchi di Nervi. Ricorda Penzo: «C´era danza, bocce, la lippa, un baraccone di tre palle-una palanca». Uno scontrino che è un pezzo di storia.  
 
Ricercatore: Maria Galasso 
Titolo:"DISSOLVENZE E PIGMENTI IN CECILIA RAVERA ONETO":CULTURA TRA ASSOLUTISMO E RELATIVISMO" NELL'ARTE SOCIALE 
Area tematica:Comunicazione formativa integrata con il territorio 
Tipologia:Ricerca, documentazione,diffusione 
Destinatari: Scuole secondarie di 2° grado della regione Liguria,. Operatori dei settori lavorativi  
Partner:Collegamenti con settori operativi della fabbrica e dell'ospedale  
Tempi:Durata annuale in progress. Sono state attuate ricerche attraverso materiale di consultazione relativa a cataloghi culturali,testi scientifici 
Costi:A costi 0 per l'istituto  
 
Per ulteriori informazioni sull'opera  dell'artista +39 347 2764642  
 
 
Signora con Libro (Francesca) 
a pag.103 ed in IV di copertina 
Illustrazioni del libro 
IL PRIVILEGIO DEL RICORDO 
Narratrici liguri del Novecento 
di Francesca Di Caprio Francia 
DE FERRARI EDITORE 2008
 
 
 
Evento unico nel suo genere, è stato definito un giardino d’arte perchè qui l’arte si confonde con i fiori e l’uno esalta l’altro .Una mostra dove i fioristi creano splendide composizioni floreali ispirandosi ciascuno all’opera di un artista: colori, profumi, forme si fondono in un’alchimia speciale dovuta anche al luogo speciale dove la mostra sarà allestita, la serra déco del Parco Negrotto Cambiaso di Arenzano.
L’iniziativa intende proporre il recupero di una doppia tradizione locale, quella floricola che, un tempo, vedeva i floricoltori arenzanesi tra i maggiori produttori di fiori, e quella artistica, ricalcando il periodo del dopoguerra, che vedeva Paolo Stamaty Rodocanachi promotore di ambite rassegne artistiche.L’evento ha inoltre lo scopo di promuovere e valorizzare il Parco Negrotto Cambiaso, inserito nel progetto Mare di Giardini della Regione Liguria. 
curata dallí associazione Amici di Nastrè, presidente Nalda Mura, e dall’Assessorato al Turismo, Assessore Mauro Gavazzi, con il patrocinio della Regione Liguria, della Provincia di Genova, dell’Ente Parco del Beigua. 
Ogni edizione di FlorArte vede la partecipazione di artisti contemporanei sempre diversi, alle cui opere i fioristi, si ispirano per creare le proprie composizioni floreali. 
Per l’allestimento floreale Ottavio Eustacchio coordina i fioristi, organizzatori e membri di concorsi d’arte floreale, Dario Zulian, Brigida Lapiccirella, Battista Mazzucchelli, Paolo Solagna, Gianni Barberis e Angelo Diana, con i giardinieri Ar.A.L. Arenzano Ambiente e Lavoro. La direzione artistica è a cura di Nalda Mura con le Gallerie d’arte Il Vicolo e San Bernardo che espongono opere di Alberto Boschi, Luca Tardito, Cristiano Senno, Nevio Zanardi, Roberta Buccellati, Maurizio Melis, Morton Lichter, Mirko Gualerzi, Cecilia Ravera Oneto, Giuseppe Cardillo, Attilio Mangini, Marco Locci, Raimondo Sirotti, Vittorio Ugolini, Giancarlo Gelsomino.
22 - 26 aprile 2009 10ª edizione 
La Mostra nella serra déco del Parco Negrotto Cambiaso 
Artisti di Florarte 
Ogni edizione di FlorArte vede la partecipazione di artisti contemporanei sempre diversi, alle cui opere i fioristi, si ispirano per creare le proprie composizioni floreali. La direzione artistica è a cura di Nalda Mura con la Galleria d’arte Il Vicolo. Oltre alla personale dedicata a Emanuele Luzzati, partecipano all’edizione 2009 gli artisti Cecilia Ravera Oneto, Giuseppe Cardillo, Attilio Mangini, Vittorio Ugolini, Guido Basso, Pietro Gaudenzi, Marco Locci.